
Keine preoccupazionen, Fritz, italiani stupitini pizza, spagetti mandolino piacere li belli Alpi. Wir bisognen nicht einen professionellen traduttoren.
Dal blog di Emanuele raggiungo un post interessante di Mario Todeschini Lalli su quello che fa (o dovrebbe fare) il giornalista. Scrivere bene, no di certo (e su questo mi pare chiaro che il 99% della categoria è perfettamente allineato, me compreso). Trattare dati come sostiene Lalli? Sarà. A me insegnarono che un giornalista trova e rende pubbliche delle notizie. Limarsi il cervello con funzioni di Excel e query SQL spesso serve a poco. Basterebbero la voglia e il coraggio di scrivere.

- Capo, c’è qualcosa che non mi torna in questo titolo. Manca qualcosa…
- Hai ragione, sembra anche a me…
- Ah ecco! Lo sanno anche i bambini di seconda elementare! La terza persona singolare del verbo dare si scrive con l’acc…
- Master! Master! L’hai scritto con la lettera minuscola. Ma sei matto? Svalutiamo il prodotto, poi la gente non si iscrive! Su, da bravo, correggi.
Lo faccio tutte le volte che mi sento in colpa per non avere aggiornato i miei sitarelli. 1) Entro nella vostra area news per la stampa 2) verifico che è aggiornata ancora al 2009 con quella roba del governo ivoriano 3) mi sento subito meglio. Grazie, è da queste cose che si capisce che amate i vostri consumatori.
A Roma chiameranno la Guardia di Finanza per verificare i redditi di chi iscrive i figli all’asilo pubblico. Vero? A me pare un classico esempio di reframing. In breve, raccontare una storia diversa, coprendo la vera notizia con un’altra farlocca, ma più “appetibile”. Secondo i canoni di notiziabilità classici, l’interesse diretto del lettore è che l’accesso agli asili avrà un aumento dei canoni fino al 50%. Lo stesso (scadente) servizio di prima, pagando la metà in più. Complimenti Signor Sindaco! Come è potuto succedere? In questi casi gli esperti di RP fanno leva sul rapporto malato che c’è tra i media e i lettori. Sanno che l’obiettivo del giornalista – specie nella titolazione, specie su Internet – è ormai pavloviano: destare una reazione immediata, di sdegno o rassicurazione poco importa. Il fatto che sia improbabile che le Fiamme Gialle, con le attuali risorse, possano badare anche alle dichiarazioni ISEE, non merita nemmeno una verifica. Ma la storia è tanto più gagliarda. Io avrei un altro suggerimento per migliorare lo storytelling: “ROMA, SERVIRA’ IL VISTO DELL’ESERCITO PER ISCRIVERE I FIGLI ALL’ASILO NIDO”. Voglio dire, sai che figurone con La Russa.

E soprattutto, chi osa contraddirlo?
Il dilettantismo dell’ufficio stampa è direttamente proporzionale al numero di superlativi inseriti nel comunicato
Prima però ci sarebbe da firmare un modulino. Qui, qui e qui, in triplice copia. Ha un documento?
